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Andrea Costamagna

Aggiornamento 09/02/2026

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Viaggio musicale

LA FISARMONICA DA CONCERTO

PRESENTAZIONE

La fisarmonica nasce in Austria a inizio Ottocento come strumento colto per accompagnare arie e melodie, ma grazie alle sue caratteristiche musicali e alla portabilità, fin da subito trova largo impiego nella musica tradizionale.

Nel Novecento subisce diverse innovazioni tecniche e diventa uno strumento cromatico e polifonico, potendo così eseguire delle melodie e superare il limite della sola funzione di accompagnamento armonico.

Un ulteriore grande passo evolutivo avviene negli anni Cinquanta: vengono migliorate le voci, la cassa armonica, la meccanica e si raggiunge una struttura simile a quella conosciuta oggi.

PROGRAMMA

Il programma proposto vuole presentare le molteplici potenzialità della fisarmonica da concerto, tramite un viaggio stilistico che parte dalla polifonia barocca per arrivare al tango argentino e alle influenze jazz. A tale scopo si è scelto di avvalersi di un repertorio del tutto inconsueto per questo strumento e di affacciarsi a periodi storici, apparentemente, distanti dalla fisarmonica. Partendo dalla musica organistica di Pachelbel, passando per quella per orchestra d’archi di Vivaldi, ai brani di Rossini e Strauss Junior, si arriva al tango di Piazzolla e alle variazioni di Scappini. L'obiettivo è di coinvolgere il pubblico in un viaggio sonoro che possa far apprezzare le qualità di uno strumento apparso recente nel panorama musicale ma capace di interpretare diversi stili e generi musicali.

Andrea COSTAMAGNA inizia lo studio della fisarmonica con il maestro Franco Polidori. Si diploma al Conservatoire de la Vallée d’Aoste, nel 2007 con il maestro Giorgio Dellarole. Ha seguito numerose masterclass, tenute dai maestri: Gian Felice Fugazza (1922 – 2007), Sergio Scappini (Conservatorio di Milano), Ivano Battiston (Conservatorio di Firenze), Boban Bjelic’ (Scuola Musicale Superiore di Belgrado), Ladislav Horàk (Conservatorio di Praga), Eugenia Cherkazova (conservatorio di Kiev), Patrizia Angeloni (Conservatorio Latina) e con il clavicembalista Marco Farolfi per l’interpretazione della musica antica. Ha seguito uno stage di musica contemporanea tenuto dal maestro Vinko Globokar.

Ha preso parte a diversi concorsi classificandosi 1° al “Concours International d’Accordéon” d’Illzach (Francia) negli anni ’94, ’95, ’96; 3° al IX Concorso Nazionale “Città di Erbezzo” (VR) e 2° al XVI; 1° assoluto al IX Trofeo Internazionale per musicisti “Città di Casarza Ligure” (GE) nel 2003; 3° al II “V-Accordion Festival” indetto dalla Roland spa, finalista al XXXI concorso internazionale “Città di Stresa”; in qualità di solista. Primo premio assoluto al “Concorso Nazionale di Erbezzo” nel 2007 con 100/100 e il primo al Concorso Internazionale “Città di Stresa” nel 2013, con il quintetto di fisarmoniche “Aosta Classica”.

Ha suonato con l’Orchestra sinfonica della Valle d’Aosta, con l’Orchestra giovanile Suzuki di Aosta con la quale ha eseguito il concerto di Bach BWV 1065 per quattro clavicembali e orchestra con le fisarmoniche, con l’“Accordéon Ensemble” del maestro Angelo Aquilini con cui ha effettuato delle registrazioni per RAI 1.

Ha suonato con il quartetto di fisarmoniche “Fugazza”, con il quale si è esibito in Italia, Francia e Svizzera.

Ha effettuato ricerche sulla musica composta nei campi di concentramento e di prigionia. Ha eseguito in diverse occasioni la Favola di Natale di Coppola e Guareschi, tra cui nel 2015 al teatro Verdi di Busseto e nel 2018 in occasione del Giorno della memoria organizzato dal Teatro Regio di Torino.

Ha seguito la formazione Suzuki Accordion Project e attualmente è docente di musica presso l’Istituzione Scolastica “Grand Combin” di Gignod (AO).

I MUSICANTI DI BREMA
fiaba sonora

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PRESENTAZIONE

Cravattino (Andrea Costamagna) è un musicista, ma un tempo sognava di diventare un'astronauta! Purtroppo, con il passare degli anni abbandona questo sogno e diventa uno street - musical - performer, comunemente tradotto in musicista di strada. Trascorre le sue giornate a pigiare i bottoni di un singolare aerofono polifonico a mantice noto con il nome di fisarmonica.
Bretella (Luca Gambertoglio) è uno scrittore che ama talmente Clicliclac, la sua macchina da scrivere, da portarla a spasso in carrozzina. Non gli piace il silenzio, per questo motivo suona le parole. Ama così tanto suoni e rumori al punto da costruire oggetti sonori, conservati nella sua preziosa valigia. Grazie a questi, i suoi racconti prendono vita!
Cravattino, appena incontra Bretella, rimane affascinato dalla sua macchina da scrivere e riesce a farsi svelare a cosa sta lavorando. Inizia così I musicanti di Brema.

DESCRIZIONE

Interpretazione dinamica e coinvolgente di una delle fiabe più conosciute dei fratelli Grimm: I musicanti di Brema.
Luca Gambertoglio veste i panni di Bretella, un simpatico scrittore che in compagnia della sua vecchia macchina da scrivere e di divertenti oggetti sonori, inventa una storia dedicandola ai bambini.
Andrea Costamagna, in arte Cravattino, accompagna la narrazione con la fisarmonica e degli strumenti giocattolo. Prende vita così uno spettacolo in cui l’elemento verbale si somma a quello gestuale, visivo e sonoro. Un’esperienza multisensoriale in cui convergono diverse dimensioni: quella emotiva, evocativa, descrittiva, significativa, comunicativa fino a quella onirica e immaginifica.
L’intento è di far vivere ai bambini la storia, dando spazio alle emozioni, belle e brutte, senza discriminazioni di manifestarsi, 

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mostrare il mondo interiore dei personaggi, seguirli e salutarli arrivati al lieto fine. I protagonisti della storia sono quattro animali,un asino, un cane, un gatto e un gallo, rifiutati per diversi motivi dai loro padroni, che si uniscono per andare a Brema e cambiare vita: diventare dei musicisti. Grazie alla collaborazione reciproca riescono a superare gli ostacoli e compiere una grande impresa.
Questa fiaba tradizionale affronta tematiche importanti quali l’amicizia, l’accettazione delle diversità, l’altruismo, in modo semplice e diretto, offrendo diversi spunti di riflessione.

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ANALISI DELLA FIABA

A distanza di due secoli, la fiaba dei fratelli Grimm è ancora attuale e offre molteplici spunti di riflessione per tutte le età. L’asino della nostra storia lavorava in un mulino, trasportando tutto il giorno sacchi di farina. Il suo duro lavoro rimanda allo sfruttamento degli animali da parte degli uomini, i quali spesso li considerano delle macchine e quando non possono più lavorare, li eliminano
senza pietà e gratitudine. Per gli animali dalla favola divenire musicanti rappresentava un’alternativa alla morte, un modo per sottrarsi al triste destino. La casa nella foresta, dove sono alloggiati i briganti offre una nuova possibilità, meno faticosa della precedente. Facendo i musicanti a Brema, infatti, i quattro animali avrebbero comunque dovuto lavorare per gli uomini, faticare, rischiare e ora, invece possono prendersi una bella rivincita sui loro crudeli ex-padroni.

 Così formano, tutti insieme, una figura mostruosa quale metafora di tutte le terrificanti forme di sfruttamento degli animali e spaventano a loro volta gli uomini. Quando, poi, essi si insediano nella casetta e decidono di rimanervi, attuano un’autentica “presa di potere”, realizzando una piccola società più giusta, senza padroni, né servi.

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